Monumenti

Panorama di Savoca

Panorama di Savoca

Nella Città di Savoca si possono visitare i seguenti monumeti storici:

  Chiesa di San Michele

Chiesa di San Michele a Savoca

Chiesa di San Michele a Savoca

I più antichi documenti la datano all’inizio del sec. XIV.

Nel 1308, infatti, vi officiavano dei cappellani greci (Savoca era terra appartenete all’archimandrita). E’ presumibile che la Chiesa, sotto forme architettoniche diverse, esistesse già al tempo dei Normanni.  Era questa la Chiesa del Castello. Sul prospetto spiccano due bellissimi portali in stile gotico-siculo con archi in pietra arenaria. L’interno, ad unica navata, parzialmente rifatto in stile barocco, contiene opere d’arte di grande valore, tombe gentilizie, altari con colonne tortili e stucchi secenteschi, oltre a parecchi affreschi di notevole fattura che adornano le pareti.

Il non credente che si convertiva al cristianesimo, secondo una documentata tradizione, doveva scalare “ginocchioni”, in atto di penitenza, i suoi sette gradini, per poi ricevere il sacramento del Battesimo.

Sul sagrato esterno una lapide ricorda che qui venivano sepolti i bambini non battezzati.

 

  Chiesa di San Nicolò

Chiesa di San Nicolò a Savoca

Chiesa di San Nicolò a Savoca

I più antichi documenti la datano all’inizio del sec. XIII.

Rimane poco del suo aspetto originario essendosi accavallati, durante il corso dei tempi, restauri e rifacimenti. Ha l’ aspetto di una fortezza che domina la sottostante vallata.

E’ impropriamente detta Chiesa di S. Lucia, perché qui è stata trasferita la statua della Santa dopo il crollo della vera Chiesa ad essa dedicata. L’edificio, a tre navate, contiene importanti altari in marmi policromi del periodo barocco riccamente lavorati e diverse “vare” sulle quali sono poggiate sculture lignee di Santi.

Lungo la navata centrale sono stati realizzati dipinti su legno raffiguranti episodi biblici. Sull’altare maggiore alcuni dipinti su tela raffigurano S. Lucia e il suo martirio.

Interessanti sono anche le riproduzioni in terracotta delle stazioni della Via Crucis.

 

  Chiesa Madre

Chiesa Madre di Savoca

Chiesa Madre di Savoca

Risale al tempo dei normanni ed originariamente presentava dimensioni ridotte e caratteristiche architettoniche diverse dalle attuali.

Recentemente, durante dei lavori di restauro, sono emersi due dipinti murali, raffiguranti dei Santi e riconducibili all’iconografia bizantina.

Il monumento è dedicato a “S. Maria in Cielo Assunta”.
Alla sua giurisdizione erano soggette tutte le altre chiese urbane e rurali dell’antico territorio di Savoca.

La struttura portante è costituita da tre navate con capitelli in stile romanico; l’originaria costruzione risale al periodo normanno come attestano i documenti.

Il campanile e la sagrestia sono corpi realizzati ed annessi in periodi successivi. L’odierno prospetto è stato parzialmente rifatto alla fine del 1400 per interessamento di Pietro Trimarchi.

Sull’architrave si trovano impressi “tre martelli” stemma del casato dei Trimarchi.

Nei suoi sotterranei, si tramanda, si mummificavano i cadaveri ed ancora oggi si possono ammirare i locali in cui veniva eseguito tale processo, peraltro, praticato fino al 1876.

Qui trovava dimora anche la cattedra dell’Archimandrita, e ancora oggi si conserva il soglio ligneo su cui è effigiato lo stemma Archimandritale.

 

  Casa medioevale con finestra a Bifora

Finestra a Bifora in una casa medioevale di Savoca

Finestra a Bifora in una casa medioevale di Savoca

È una costruzione del tardo medioevo, recentemente restaurata, viene citata negli antichi testi per il suo “stile greco”.
Oggi è di proprietà della famiglia Cantatore.

Nel passato l’immobile appartenne alle famiglie Fleres, Trischitta, Rizzo e Altadonna.

Il monumento, già propagandato in una guida turistica del touring Club del 1928, oggi è sottoposto al vincolo di tutela architettonico e si presenta in discreto stato di conservazione.

 

  Convento dei RR. PP. Cappuccini

Convento dei RR. PP. Cappuccini a Savoca

Convento dei RR. PP. Cappuccini a Savoca

Risale al XV secolo ma fu restaurata dai Gesuiti nell’anno 1735.
Il “percorso” inizia dal Convento dei Cappuccini e si snoda
per le vie del centro storico fino a giungere sulla sommità del monte Calvario dove si trova ubicata la chiesa dedicata alla “Beata Vergine dei sette dolori e della Santa Croce”.

Caratteristiche della via crucis sono “le stazioni”, parzialmente scavate nella roccia.
L’intero percorso e la Chiesa sono state di recente oggetto di un restauro totale.

Il percorso, particolarmente suggestivo, annualmente è teatro della rappresentazione vivente della “ Passione di Cristo”.

 

  Catacombe

Catacombe di Savoca

Catacombe di Savoca

Ubicata in un seminterrato del secentesco Convento dei Padri Cappuccini vi è una Cripta.

Qui trovano sepoltura i corpi mummificati di alcuni notabili dell’antica terra di Savoca.

Il procedimento di mummificazione, che pare sia di derivazione egizia, prevedeva, attraverso un metodo naturale, l’essiccazione delle spoglie mortali con uso di aceto e miceti.

“Per la mummificazione completa dei cadaveri si impiegavano circa sessanta giorni”.

La morte, in Savoca è stata sempre oggetto di un culto particolare.

Fino al 1870 circa era costume, durante gli accompagnamenti funebri, far procedere ai fianchi del feretro sei incamiciati reggenti sulle braccia dei bracieri ardenti; seguivano, da dietro, le prefiche (donne piangenti) e il corteo dolente.

 

  Castello “Pentefur”

Castello Pentefur a Savoca

Castello Pentefur a Savoca

Apparteneva all´archimandrita che vi soggiornava per certi periodi dell’anno.

Allo stato attuale, dal punto di vista architettonico, si possono solo ammirare tratti della cinta muraria e delle cisterne. Il castello, che ha un’area interna molto ampia, ha forma trapezoidale e domina la sottostante vallata. Il castello, all´origine, fu l’antica sede dei Pentefur, i mitici fondatori di Savoca. Esso, per il Fazzello, esisteva nell´anno 1134 quando fu costituita da Ruggero II la Baronia di Savoca. Ebbe importanza strategica nel medievo. Fu ingrandito dall’Archimandrita Leonzio Crisafi nel 1480 e restaurato da Diego Requiesenz nel 1628. Alla fine del 1700 andò in rovina.

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